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Un bagno di sangue

6 giugno 2010

Stamattina avevo finalmente il colloquio con la maestra di matematica di mio figlio. Il mio bambino con i numeri non ci azzecca tanto. E soprattutto non ci azzecca con la maestra L. con la quale non c’è feeling. Questa donna dice che mio figlio è ingestibile, disturba le lezioni e così molto spesso il mio piccolo passa l’ora di matematica in esilio in corridoio. La maestra L. pensa ovviamente anche che io sia una madre inadeguata e non abbia saputo educare mio figlio…perciò l’incontro di oggi (da lei richiesto) era cruciale per dimostrarle quanto si sbagli.

L’appuntamento era alle 11, la scuola dista 5 minuti d’auto da casa mia, ma alle 10 ero già vestita. E anche un po’ in ansia. Mi ero messa il mio abitino nero passe partout, che fa sempre la sua figura, le ballerine, un trucco leggero e naturalmente avevo deciso di stirarmi i capelli per apparire più in ordine. Più in controllo della mia vita. Peccato che avevo le mestruazioni e dei crampi micidiali quindi prima di iniziare l’asciugatura, sono andata in cucina e ho versato un po’ d’acqua in un bicchiere per prendere un analgesico. Ho appoggiato il bicchiere sul tavolo, forse inavvertitamente troppo forte perchè ero nervosa per il colloquio e questo mi è scoppiato in mano.

Schegge ovunque. Con orrore ho visto che dal mio polpastrello destro cominciava a uscire sangue. A fiotti. Ho cercato di tamponarlo con un kleenex ma continuava a uscire. Dovevo trovare un cerotto e anche un disinfettante. Ho cominciato a imprecare tenendo uno strofinaccio sul dito e nello stesso tempo cercando nella parte più alta dell’armadietto del bagno, dove avrebbe dovuto esserci la scatola del pronto soccorso. Il mio stupido cane eccitato, dai miei lamenti misti parolacce, mi è venuto vicino scodinzolando e cercando di prendermi lo strofinaccio penzolante. Forse credeva di giocare a rubabandiera.

Ho perso un sacco di tempo perchè frugare con la mano sinistra in un ripiano poco raggiungibile non era comodo. Alla fine ho trovato il cerotto ma era uno trasparente di Winnie Pooh e non teneva la mia emorragia. Dovevo trovare una benda. Oramai erano le 10,30. I miei capelli si erano auto-asciugati dallo stress e dal caldo: giacevano come un groviglio informe sulla mia testa. Dovevo avvisare la scuola che sarei stata in ritardo.

“Signora, si calmi. Vada al pronto soccorso”

Per colmo di sfortuna quando ho detto alla bidella che avevo appuntamento con la maestra L. ma ero in ritardo, questa me l’ha passata per farmi chiedere se potevo spostare a più tardi l’incontro. Così oltre a pensare male di me come mamma mi ha anche considerato un’isterica piagnona che ha paura del sangue. Vorrei vedere lei se si affetta via un pezzettino di polpastrello! Al pronto soccorso non sono andata perchè non potevo guidare, ho scelto di andare a piedi alla farmacia del mio quartiere. Per far prima ho preso la scorciatoia dei giardini. Appena sono passata, a tradimento sono partiti gli irrigatori. Una beffa, ma meno male che non avevo stirato i capelli.

Sono arrivata in farmacia bagnata, stravolta e con il polpastrello mutilato sempre stretto nello strofinaccio. Dentro c’era solo una persona: una mamma della scuola che litigava perchè il farmacista non voleva venderle il Lexotan senza ricetta. Quando mi ha visto mi ha detto che era per sua suocera. Ero troppo dissanguata per commentare.

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18 commenti leave one →
  1. 7 giugno 2010 13:38

    Ahahahah! Voglio il libro!
    Non ho resistito a leggere questo “assaggio”…che pessima persona 😉

  2. 7 giugno 2010 13:41

    Che ridere!
    Ma mandare il post all’insegnante? Sarà una persona umana anche lei, sarà capace di un sorriso e di un momento di empatia, o no?
    Una risata vale più di mille discorsi per abbattere una barriera.
    Certo però, scommetto che poi l’insegnante è talmente umana da non avere un indirizzo email su cui raggiungerla… e qui casca l’asino…
    Ciao,
    L.

    http://www.bilinguepergioco.com

  3. 7 giugno 2010 16:27

    Ovviamente aspetto di sapere del colloquio… che mi ritrovo molto nel personaggio…

  4. 7 giugno 2010 21:26

    omiodio!!! ma alla fine che è successo?

    hai fermato l’emoraggia e sei riuscita ad andare dalla maestra a cantargliene quattro (perchè a sto punto non valeva piu’ la pena puntare sul savoir faire (si scrive cosi??))

    oppure la mamma senza il lexotan ti ha accompagnata al ps….(e senza il lexotan nn oso immaginare il seguito….)

    facci sapere ….

  5. 7 giugno 2010 22:00

    Mi sorge un dubbio dai commenti lasciate dalle “colleghe”. E’ frutto della fantasia l’episodio, vero? Stai per morire dissanguata? E poi come fai a scrivere? Il sangue è colato nella tastiera? Esploderà la batteria?

    Ma come si risponde a questo blog? Devo far finta di essere una mamma del libro? Oddio peggio che decidere se fare l’orco o l’elfo in D&D!!!

    Aiuto. Lexotan.

  6. 7 giugno 2010 22:19

    🙂 🙂 🙂 🙂

  7. 8 giugno 2010 08:20

    eheheh Silvia…queste tragiche mattine capitano almeno una volta all’anno, secondo me sono le maestre di matematica che attirano energie negative 😉

  8. 8 giugno 2010 09:39

    Oddio, che dispiacere, che tristezza, che angoscia! Però ti capisco, i figli prima di tutto e come noi tutte sappiamo, tu sei una mamma davvero attenta e carina…
    Vedrai che ora ti rimetterai (e mi raccomando, compra una cremina rimarginante che così non ti rimangono orribili cicatrici!) 😉

  9. 8 giugno 2010 11:47

    @Rocciajubba
    quale libro? 🙂 quello di matematica?
    @Bilingue
    no, no, meglio di no! Non capirebbe e poi non ho la sua e-mail 🙂 anzi per me è una senza pc.
    @Silvia g c
    sarà perchè abbiamo lo stesso nome?
    @franci
    appena il farmacista esausto da tanto insistere ha messo il Lexotan sul banco l’ho preso e ne ho ingoiata una pastiglia a tradimento, dopo mi sono sentita subito meglio.
    @Gloria
    siii te stessa e lascaiti andare. Scrivi quello che vuoi, parla anche di elfi se te los enti dentro.
    No, il sangue non è colato sulla tastiera. Adesso ho una bella fasciatura, graziealcielo.

  10. 8 giugno 2010 11:47

    Silvia ti adoroooooo!
    sei il mio mito 🙂

    ps. ho inserito il tuo libro su aNobii

  11. 8 giugno 2010 11:50

    Maria Chiara
    :-)) ricambio volentieri!
    Agrimonia
    sì è un’energia negativa, detta anche sfiga, che a volte emana dai quaderni a quadretti.
    Candy
    grazie della premura. Fortunatamente il medio (dito) sta bene e posso ancora usarlo in quelle situazioni in cui, come sai, viene spesso richiesto!

  12. 8 giugno 2010 11:52

    Mammalellella
    (grazie aNobii è una cosa fichissima e richiestissima)
    Libro? Quale libro?

  13. 8 giugno 2010 13:50

    Anche noi abbiamo una maestra L. e se non fossi sicura che non ci conosciamo penserei proprio alla stessa… Anzi, no, non è possibile: qui la maestra L. fa italiano….
    Comprato il libro: pag 60 divorato ieri sera fino alle 11.30… ed è da questa mattina che cerco di svegliarmi…..

  14. 8 giugno 2010 22:12

    @Lara
    brava 60 pagine di italiano sono meglio che 60 di matematica!!!
    Evviva le maestre simpatiche ma anche no!

  15. 9 giugno 2010 15:06

    (Ho fatto bene a venire qui. Sei anche tu un’ottima pusher ^_^)

    Sono certa che avrai la tua rivincita sulla maestra L.

    PS: io Tatti sono, e Tatti rimango, così, cara Silvia, da oggi avrai di che scrivere anche a proposito di una “certa Tatti”.

    😉
    Tatti

  16. 9 giugno 2010 15:18

    Uh, dimenticavo….non sò se conosci “Mammafelice” (^__^) ma sul suo sito proprio oggi pubblica diverse idee per regali alle maestre. Potresti stupire maestra L. cone effetti speciali….

    Kiss
    Tatti

  17. 9 giugno 2010 15:22

    Tatti
    ciao, felice di conoscerti, grazie del suggerimento su Mammafelice, non ne ho mai sentito parlare …ma vado a vedere…carina la tua pettinatura 😀

  18. 10 giugno 2010 09:27

    Grazie! Anche la tua non è male. 🙂

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