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Amanuense

10 giugno 2010

Alla fine il farmacista ha minimizzato il mio dramma, mi ha fasciato e venduto poi tutta la confezione di bende. Mi ha appioppato anche i cerotti waterproof mini, midi e maxi e un spray disinfettante. Ho smesso di sanguinare subito e mi sono sentita stupida.  Non ha mollato neanche il Lexotan e la mamma della scuola se n’è andata inviperita. Bofonchiando strane minacce…mio marito…lei non sa chi sono io… era un ragazzo giovane che è venuto a far pratica nella farmacia del mio quartiere, probabilmente non gli hanno ancora spiegato come funziona qui. Il cliente ha sempre ragione, anche nelle situazioni più folli. E di regola si scavalcano le norme di buonsenso e ovviamente anche le ricette .

L’appuntamento con la maestra L.è saltato a data da definirsi. Quando sono andata a prendere mio figlio a scuola lei era lì che consegnava i bambini alle mamme. Le ho chiesto scusa con il mio miglior sorriso per averla bidonata causa forza maggiore. Lei ha annuito e gettato uno sguardo di verifica sul  mio dito fasciato.

Poi ha espresso il suo vaticinio: “Mi chieda un nuovo appuntamento sul diario”

Ho annuito remissiva e allora ha rincarato la dose: “Domani mi raccomando suo figlio deve portare a scuola tutti i quaderni di prima rilegati. Solo due alunni non l’hanno ancora fatto e uno è proprio suo figlio!”

Questa storia dei quaderni rilegati è un incubo che va avanti da troppo tempo. A fine anno scolastico le madri, amanuensi, devono rilegare i quaderni: azzurrino matematica, verdino italiano, giallino inglese, rossino religione, ecc. Il primo anno ho detto “Certo!” e poi me ne sono fregata. Ho fatto la furba. Invece di conservare i quaderni come una preziosa reliquia, me ne sono liberata portandoli a random in solaio.  A un mese dall’inzio dell’anno scolastico successivo la vendetta  è piombata sulle mie spalle: un certo giorno le maestre hanno preteso il volume dei quaderni di storia, per il giorno dopo. Volevano riprendere un concetto già esposto e rivederlo alla luce delle nuove conoscenze e dell’acquisita maturità degli alunni.

Così ho passato una sera in solaio a rovistare fra pinne, maschere, canotti, un vecchio televisore,  lampade, addobbi natalizi e doposci per scovare i maledetti quaderni. Memore della passata esperienza l’anno scorso a tempo debito ho rilegato, catalogato e messo tutto in uno scatolone con l’etichetta “quaderni”.  Peccato che un paio di mesi fa, quando mio marito ha avuto il nuovo incarico come “ambasciatore verde” nell’azienda in cui lavora, per dare il buon esempio ha passato un fine settimana a risistemare il solaio, facendosi prendere dal’entusiasmo e portando alla discarica per la raccolta differenziata tutte le cose che non usiamo più. E forse i quaderni saranno finiti tra la carta da riciclare. Non oso pensarci.

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11 commenti leave one →
  1. 11 giugno 2010 10:51

    Che brave le tue maestre! Le mie non sono così avvedute ma io lo stesso tengo tutti i quaderni di flippy ordinati alfabeticamente sulla libreria denominata “Quaderni” da cui ogni tanto ne traggo uno per qualche interrogazione a sorpresa dei cuccioli…tanto per tenerli in allenamento, soprattutto in occasione della gara di matematica a cui l’anno passato Arminiafederica è arrivata seconda (che nervi!) 😉
    Sono certa che se fai presente a tuo marito quanto è ecologico avere in casa un piccolo genio che – come il mio flippy – riesce a costruire un tritarifiuti artigianale, vedrai che capisce quanto è importante tenere tutto in casa, sulla libreria!
    Un caro e zuccheroso abbraccio
    se hai bisogno possiamo incontrarci: Arminiafederica sarebbe felice di dare qualche dritta sull’ordine al tuo piccolino..
    smack smack smack
    Candy

    • 11 giugno 2010 13:11

      Flippy è tuo figlio o il delfino di Arminiafederica? Scusa ma sono un po’ confusa ^___^
      Arminiafederica è un nome di famiglia?
      Prenditi pure tutto il tempo che vuoi, non c’è bisogno che tu risponda subito….

  2. 12 giugno 2010 11:33

    ma la maestra pensa di gestire un lager? 😉

    riguardo ai quaderni potresti instillare il senso di colpa a tuo marito “vedi che non tutto è da riciclare?”…chissà che così si calmi un po’ ed anche a spiegarlo alla maestra, magari davanti ad un papà si intenerisce

  3. Viola permalink
    12 giugno 2010 17:19

    Ma come sono cattive queste maestre….

  4. 12 giugno 2010 17:28

    Agrimonia
    sai fine anno scolastico siamo tutti più nervosi. Cmq lanciare in avanti un papi è sempre una buona idea ^__^
    Viola
    E invece conosco maestre veramente buone, simpatiche e intelligenti. Per me aiuta molto avere un blog, dovrò suggerirlo al prossimo consiglio di classe se sarò eletta delegata anche il prossimo anno 😉

  5. 12 giugno 2010 23:10

    Flippy è Filippo!!!! Lo chiamiamo così perché al corso di inglese per bambini in età di svezzamento a cui lo abbiamo mandato, affinché diventasse subito bilingue malgrado nella nostra famiglia siamo tutti autoctoni, la sua teacher non riusciva a pronunciare perfettamente il suo nome (che indubbiamente ha un che di regale, in un certo modo “Delfino”, si vede che sei una che ha studiato tu!) e lo chiamava simpaticamente così ;-))))
    ArminiaFederica è la primogenita. Arminia è il nome di quella santa donna di mia suocera che abbiamo voluto celebrare e Federica piaceva molto a mio marito Alfonso, dice che gli ricorda una vecchia amica di infanzia con cui passava interi pomeriggi e io – che farei di tutto per renderlo felice – ho voluto fargli questo regalo con un nome che celebrasse alcuni ricordi per lui importanti.
    Poi diciamolo, il doppio nome conferisce quel tanto di eleganza che fa subito capire che siamo persone allegre, solari, felici e che la nostra è una bella famiglia unita 😉

    Comunque se vuoi, ti aiuto io a rilegare i quaderni: ho comprato anche un’etichettatrice professionale apposita per questi lavoretti manuali che è sempre meglio imparare per essere una mamma davvero pratica ed efficace! 😉
    vienimi a trovare sul mio blog.
    E’ un blogcandy! 😉

  6. 12 giugno 2010 23:42

    Ah, a proposito… quaderni a parte… avete poi deciso di dove andare per le vacanze al mare? Non nella “laguna” di Gaia spero…. Ciao Silvia da una nuova lettrice. Beta

  7. mammamonella permalink
    13 giugno 2010 18:46

    Per me c’è un unico modo veramente efficace per distrarre tuo marito dal pensiero della raccolta differenziata 😉
    Immagino che tu sappia di cosa sto parlando…

  8. 14 giugno 2010 09:10

    Mi viene già l’ansia al pensiero delle elementari!
    Spero di nona vere anche per Belvetta una maestra-nazi come la vostra.
    Comunque quoto mammamonella: ci sono metodi ottimi per distrarre dalla raccolta differenziata…e se funzionano con me nei miei deliri ecologisti (che comunque MAI metteranno al bando la nutella!)…funzioneranno anche con tuo marito.

  9. 14 giugno 2010 09:18

    rocciajubba e mammamonella vi state sbagliando su Vanity Fair c’era un articolo in cui si diceva che per essere verdi e non produrre Co2 bisogna astenersi da “certe” distrazioni…..quindi mi sa che Silvia deve trovare un altro modo

  10. 14 giugno 2010 10:16

    Va bèh, forse potrai distrarre l’ecologista marito in futuro, ma, se ho ben capito, ormai i vecchi quaderni sono andati…e mandare avanti il papi agli occhi della nazi-maestra potrebbe essere deleterio : le si completerebbe un quadretto di famiglia incoscente/irresponsabile/incapace di gestire l’educazione del figliolo….forse è meglio che la reputazione del papi resti integra…
    Potresti simulare un catastrofico incendio che ha distrutto tutto l’archivio scolastico del giovane scout….però, uffih, ho appena letto in un altro blog che la sincerità non ha prezzo, ed è sempre la cosa migliore…..e io sono in accordo con questo concetto.
    Vabbèh, dai, racconta tutta la verità, poi eventualmente lo iscrivi in un’altra scuola. ^_^

    Un sorriso
    Tatti

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